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Presentazione del libro Pizza Sangue e VideoPoker< br/>Giovedí 15 novembre alle 21
all'Oratorio San Faustino di via Matteotti
 

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Conferenza sulle lettere dal campo di prigionia di Nino Barbé
"... Insomma Un Piccolo Mondo..."

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:: Recensioni -- Recensioni ::
Corinne è una giovane donna svizzera con una vita serena e benestante; ha tutto, un fidanzato, un lavoro, un avvenire promettente. Ma la sua tranquilla esistenza viene sconvolta da un viaggio in Kenya durante il quale viene folgorata dalla vista di un guerriero masai. Lui le rapisce il cuore e la mente, tanto che Corinne decide di abbandonare tutto ciò che ha in Europa per trasferirsi in Africa. È un amore semplice, fatto di piccoli gesti e tenerezze: i due fanno fatica a comunicare ma il loro è un sentimento tanto forte da sfidare convenzioni e pregiudizi. All'inizio la vita insieme è romantica e felice, ma col tempo insorgono incomprensioni sempre più forti, tanto che Corinne è costretta a scappare dall'Africa portando con sé la figlia nata dal suo matrimonio col guerriero. L'epilogo è apparentemente amaro (un amore finito in maniera brutale, che tristezza!), in realtá il sapore che lascia questo libro è ben altro: ciò che il lettore ricorda è il coraggio di una donna innamorata che per vivere fino in fondo il proprio sentimento abbandona le proprie certezze, la gioia che si prova quando, innamorati, si stá semplicemente al fianco della persona amata.
Questa storia celebra l'amore, ed è l'invito a vivere tale sentimento con fiducia perché, per un grande amore, vale la pena di stravolgere la propria vita.
A cura di Tippete Tappete.

La masai bianca

di Corinne Hofmann

La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita

di Philippe Delerm


Si legge tutto d'un fiato questo strano libriccino, che ha come unico filo conduttore non una storia o un'avventura ma la nostalgia per un mondo passato che rivive nei ricordi dell'autore. È un libro che riporta indietro nel tempo, facendo rivivere atmosfere antiche anche a chi, quelle atmosfere, non le ha mai vissute perché troppo giovane. Per il lettore sarà come osservare cartoline colorate e profumate: sí, perché il libro è quasi un percorso sensoriale tra suoni, colori e odori che ormai, presi dalla frenesia della vita attuale, ci siamo disabituati a cogliere; è un inno alla vita, alle tradizioni, a quella struggente tenerezza tipicamente infantile che fa vedere il mondo con stupore ed incanto. Facciamo una scommessa? Chi di voi si accontenterá di gustare un gelato o andar per more solamente coi ricordi? Chi resisterá alla tentazione di ricreare quelle atmosfere e quanti invece giá a metá libro usciranno di casa e andranno alla ricerca dei quei "piccoli piaceri della vita"?


A cura di Tippete Tappete.
Leggere le biografie dei grandi artisti come quelle dei grandi personaggi é sempre bello, anche perchè mettono in luce diversi aspetti che possono soddisfare la nosra curiositá e magari farci carpire qualche loro segreto, nella remota speranza di diventare anche noi grandi.
Marina Alberghini, che abbiamo giá apprezzato con il libro Gatti di potere. I gatti consiglieri dei Grandi della Terra, pubblica, con la casa editrice Mursia, un libro illuminanate in questo senso: Il gatto cosmico di Paul Klee. Si tratta di una biografia del pittore Paul Klee, declinata attraverso il rapporto che l%u2019artista ebbe con i gatti, i tanti gatti con cui è cresciuto e che ha disegnato. Ernst Paul Klee (1879-1940) si occupò di musica, poesia, pittura ed è come pittore che è diventato eccelso. L%u2019interessantissimo saggio biografico, ci racconta la vita di Paul Klee e ci mostra anche molte immagini sia dei gatti suoi gatti che di quadri che hanno come soggetto i mici. Ma non solo: qua a lá troviamo anche delle poesie che Klee scriveva per i gatti.
Poichè però la vita degli uomini grandi, e anche la nostra, non si svolge su un%u2019isola deserta in cui non possiamo incontrare nessuno, ecco che Marina Alberghini nel libro su Paul Klee ci regala un capitolo in cui ci presenta anche alcuni amici del pittore che sono particolarmente amanti dei gatti. Cosí insieme a Paul Klee troviamo lo scrittore e poeta Rainer Maria Rilke (1875-1926), i pittori Franz Marc (1880-1916), Vasilij Kandinskij (1866-1944) ed Ernst Ludwig Kirchner (1880-1938) tutti accomunati dalla passione per sua maestà il gatto.

Se amate l'arte ed i gatti, si tratta di un bel libro

Il Gatto Cosmico di Paul Klee

di Marina Alberghini
Ed. Mursia Felinamente

La Conoscenza applicata alla Vita

di Pietro E. Pontremoli
Ed. FormAcademy, 2012

La ricerca della veritá, impresa individuale e collettiva, avviene grazie alla conoscenza. Tale indagine permette di raggiungere la felicitá e la libertá. La filosofia applicata alla vita mostra che la ragione può molto nel favorire il cammino verso la veritá, a patto che si rispettino certe norme implicanti la discussione, l'ascolto, il confronto e il dialogo con sè e con gli altri. Tramite contributi intellettuali di diversa estrazione, il libro mostra come la conoscenza si declini in ogni sfera dell'esistenza, oggi come nel passato. Si porta avanti una teoria della conoscenza volta all'abbandono delle assolutizzazioni, con conseguente rispetto e tolleranza delle diverse posizioni assunti nella visione e costruzione del mondo da parte di ciascuno, esplorando - in termini filosofici, storici ed epistemologici - il rapporto fra realtá, veritá e l'ingegno presente in ognuno di noi, col quale si progetta la vita. Il carattere applicativo e pedagogico del volume é inoltre manifestato dai Sette esercizi di conoscenza applicata alla vita, aventi l'intento di aumentare la conoscenza di sè e migliorare il proprio pensiero.
Racconta dell'illusione perduta del benessere diffuso in Italia. Di come sia potuto accadere che i successi della nostra vitalissima piccola industria di provincia, pur capitanata da personaggi incolti e ruspanti sempre sbeffeggiati dal miglior cinema e dalla miglior letteratura, appaiano oggi poco più di un ricordo lontano. Oggi che, sullo sfondo di una decadenza economica forse ormai inevitabile, ai posti di comando si agitano mezze figure d'economisti ispirate solo dall'arroganza intellettuale e politici tremebondi di ogni schieramento, poco più che aspiranti stregoni alle prese con l'immane tornado della globalizzazione. Edoardo Nesi torna con un libro avvincente e appassionato, a metà tra il romanzo e il saggio, l'autobiografia e il trattato economico, e ci racconta, dal centro dell%u2019uragano globale, la sua Prato invasa dai cinesi, cosa si prova a diventare parte della prima generazione di italiani che, da secoli, si ritroveranno a essere più poveri dei propri genitori.

Storia della mia gente

di Edoardo Nesi
Ed. Bompiani Vintage

A sangue Freddo (In Cold Blood)

di Truman Capote


A sangue freddo é il reportage esteso di un omicidio multiplo della famiglia Clutter. Quando Truman Capote venne a sapere di questa tragedia, avvenuta in Kansas nel 1959, si recò subito sul luogo insieme all'amica d'infanzia Harper Lee. Intervistarono molte persone nella cittadina di Holcomb e poichè poco dopo i due assassini vennero catturati, Capote intervistò ripetutamente anche loro, spendendo sei anni nella scrittura di questo libro, forse il primo romanzo non-fiction mai pubblicato.
Herbert Clutter era un coltivatore benestante e rispettato a Holcomb, Texas. Viveva con la moglie Bonnie, malata, e i figli minori Nancy, 16, e Kenyon, 15. Due ex detenuti commisero gli omicidi per derubare il signor Clutter, poichè uno di questi aveva saputo da un compagno di cella che era solito tenere molto denaro in casa. Una volta lì, e avendo scoperto che questa informazione era falsa, Smith uccise il signor Clutter e poi la sua intera famiglia. Poco dopo i due furono arrestati e, dopo cinque anni nel braccio della morte, giustiziati per impiccagione.
A sangue freddo fu inizialmente pubblicato a puntate dal New Yorker (1965) e causó una forte reazione. L'anno dopo la Random House lo pubblicò sotto forma di libro. Il romanzo fu accusato di essere cruento (Tom Wolfe scrisse: "Il libro non è nè un "chi-l'ha-fatto" nè un "li-prenderanno" perchè la risposta ad entrambe le domande è nota fin principio... Invece, la suspense del libro è ampiamente basata sull'idea totalmente nuova per le storie investigative: la promessa di dettagli cruenti, e la decisione di non fornirli fino alla fine.") e anche di essere non totalmente accurato.
Capote è molto bravo a scrivere un resoconto narrativo ma comunque giornalistico. Questo distacco può essere visto come un fattore negativo, ma si preferisce allo stile in auge al giorno d'oggi. Capote ci presenta la famiglia Clutter, composta di membri buoni e produttivi della società di Holcomb. Ci presenta i due assassini, due psicopatici. Ci presenta Holcomb, una città sofferente e paranoica. Quando il libro finisce sembra quasi che sia una storia come tante altre, forse grazie all'ambientazione distante nel tempo e nella geografia e alla traduzione datata (ma bellissima). Ma quando si digita "Clutter family" su Internet e si vedono le foto, si realizza improvvisamente che qui stiamo parlando di persone vere. Inquietante...
Su Wikipedia
Montag fa il pompiere in un mondo dove gli incendi anziché essere spenti vengono appiccati. Armati di lunghi lanciafiamme, i militi irrompono nelle case dei sovversivi che conservano libri o altra carta stampata e li bruciano : cosí vuole la legge. Ma Montag non é felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi e slogan, con una moglie indifferente e passiva é un lavoro che svolge per pura e semplice routine. Finché un giorno, dall'incontro con una donna sconosciuta, nasce un sentimento impensabile, e per Montag il pompiere inizia la scoperta di un mondo diverso da quello in cui è sempre vissuto, un universo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della societá tecnologica imperante.< br /> Scritto nel lontano 1953, Fahreheit 451, romanzo prediletto di artisti del calibro di Aldous Huxley e Francois Truffaut, attesta ancora oggi Bradbury tra i massimi scrittori di fantascienza di tutti i tempi.

Fahreheit 451

di Ray Bradbury
Ed. Mondadori

Il Cacciatore di Aquiloni

di Khaled Hosseini
Ed. Piemme 2006

Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a inseguirlo ed a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan, il ragazzo dal viso di bambola, il cacciatore di aquiloni, é cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno Amir, ha commesso una colpa terribile. Così quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve partire, tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan a saldare i conti con i propri errori mai espiati. Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C'eè una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più. Trent'anni di storia afgana, dalla fine della monarchia all'invasione russa, dal regime dei Talebani fino ai giorni nostri, rivivono in questo romanzo coinvolgente e pieno d'atmosfera.
Il libro è composto dai discorsi che un capo delle isole Samoa (Tuiavii di Tiavea) fece ai suoi isolani, descrivendo la societá occidentale all'inizio del secolo scorso.
Con una semplicitá e una schiettezza dissacrante, la figura del Papalagi (Uomo Bianco) esce veramente ridimensionata. E' un'occasione utile per meditare sulle tante piccole fobie di cui siamo inconsapevolmente affetti.
Voi tutti mi siete testimoni che il missionario dice: "Dio é amore. Un onesto cristiano farebbe bene a tenersi sempre davanti agli occhi l'immagine dell'amore. Solo al grande Dio va quindi anche la devozione del bianco". Ebbene, il missionario ci ha mentito, ci ha ingannati, il Papalagi lo ha corrotto affinchè ci ingannasse con le parole del Grande Spirito. Perchè il tondo metallo e la carta pesante, ch'egli chiama denaro, questa é la vera divinitá dei bianchi.

Papalagi

Discorso del capo Tuiavii di Tiavea

Le città invisibili

di Italo Calvino
Prima edizione 1972

Il primo tra i due protagonisti è Marco Polo che, alla corte di Kublai Khan, fornisce attraverso i suoi dispacci al Sovrano, le descrizioni delle città che vengono toccate dai suoi viaggi all'interno dello sterminato Impero: in queste narrazioni parla degli uomini che le hanno costruite, della forma della città, delle relazioni tra la gente che le popola e la forma architettonica delle città stesse. Queste città però esistono solo nella mente del viaggiatore veneziano: Marco Polo infatti le descrive ora nei più minuziosi dettagli, ora valutando l'insieme, ma sempre guardando dove tutti gli altri non guardano, verso dettagli che ad altri paiono invisibili. Le città di cui Marco Polo racconta sono intese come mondi conchiusi: le città invisibili infatti non entrano in relazione tra loro. Grazie al racconto è Marco Polo stesso che le "crea" mentre le racconta, così come per Calvino lo scrittore "crea" i mondi di cui tratta. Le città invisibili è infatti un romanzo metanarrativo, in quanto porta il lettore a riflettere sui meccanismi stessi della scrittura.

Le città invisibili su Wikipedia
I Celti avevano una visione della vita e del mondo assai distante da quella odierna. Popolo antico e mosterioso, il suo modo di vivere e la sua cultura si perdono nelle nebbie del passato, mentre i simboli, giunti fino ai nostri giorni, si possono ancora scoprire su edifici, gioielli o sculture. L'ampia panoramica della simbologia celtica qui presentata getta nuova luce sulla preziosa ereditá di questa antica tradizione. Ogni simbolo viene descritto nei suoi tratti essenziali, unito ad un breve racconto ed ad un collegamento pratico con la vita di tutti i giorni, lasciando intravvedere nuovi orizzonti di comprensione e di saggezza.

I Simboli dei Celti

Il Fascino magico di un popolo straodinario
di Sabine Heinz
Edizioni: Il punto d'incontro

I Celti e Milano

L'avventura celtica tra storia e realtá nel Nord Italia


La storia e la tradizione dei Celti, qui esposte in maniera breve ma rigorosa, permettono di gettare una nuova luce sulla leggenda, tramandata da Tito Livio, secondo la quale Milano fu fondata da Belloveso, condottiero Gallico, al seguito dell'invasione della pianura Padana. Infatti, accanto alla consueta interpretazione dei fatti riportati, basata sui dati storici, archologici e linguistici, l'Autore ne propone una complementare ed alternativa, che si basa sull'analisi dei simboli, l'unica che può penetrare nell'Universo delle civiltá premoderne, "tradizionali", nelle quali gli uomini parlavano il linguaggio del mito. Il confronto con le tradizioni Celtiche del Galles e dell'Irlanda consente cosí di leggere in modo diverso la leggenda medioevale che assegna ad una scrofa semilanuta un ruolo importante nella fondazione di Mediolanum; in questo modo la cittá si rivela come il centro geografico e religioso del celtismo a Sud delle Alpi, immagine del centro del Mondo.
L'autore, Marco Fulvio Barozzi, é nato nel 1955 a Milano, dove si é laureato nel 1979 in Scienze Geologiche. Insegna in un Centro di Formazione Professionale e collabora a diversi periodici locali con articoli di storia e costume. La passione per la musica popolare dei paesi di lingua celtica lo ha portato, da circa un decennio, ad approfondire la sua conoscenza della civiltá dei Celti in tutti i suoi aspetti.